MUSE

Il MUSE è un luogo speciale, per tutti, dove incontrare il mondo della ricerca per coltivare la curiosità scientifica e il piacere della conoscenza.

 

La forma dell’edificio, metafora della montagna, ordina e scandisce il percorso della mostra permanente: dall’alto verso il basso. Una volta oltrepassato l’ingresso, il visitatore è protagonista di un viaggio sensoriale a 360 gradi: può sentire l’aria fredda, toccare il ghiaccio, passeggiare in un bosco, osservare uno strano insetto oppure fissare negli occhi l’uomo di Neandertal. E ancora, può estrarre e mappare il DNA, intervistare un ricercatore all’opera nei laboratori aperti al pubblico, trovare le risposte alle sue domande toccando uno schermo, ascoltare i rumori della montagna, osservare un’orma di dinosauro, sentire il profumo degli alberi, guardare dall’altra parte del mondo, giocare con un peluche, capire l’effetto serra, costruire oggetti, stampare un progetto in 3D, osservare il passaggio dei raggi cosmici.

 

Ma a questo racconto, che mette in luce la dimensione naturale del territorio alpino e che si dipana dall’alto al basso, si giustappone un percorso in orizzontale, che produce una sorta di dialogo tra mondo alpino e resto del mondo, tra sensibilità locali e impegno globale, tra conservazione della natura e scienza e tecnologia per uno sviluppo sostenibile. 

 

www.muse.it

 

 

Museo dell’Aeronautica G. Caproni

museo-aeronauticaInaugurato nel 1992, il Museo G. Caproni raccoglie ed espone una collezione di rilievo mondiale di aeroplani e cimeli storici raccolti dalla famiglia di Gianni Caproni e da essa affidati alla Provincia Autonoma di Trento.

Dalla primavera del 1999 il museo è diventato sezione territoriale del Museo Tridentino di Scienze Naturali.


La sala espositiva ospita una ventina di velivoli storici, di cui nove sono pezzi unici al mondo. Tra i più significativi si possono ammirare un Caproni Ca6 e un Caproni Ca9 realizzati nel 1911, un Caproni Ca100 idro del 1928 e un SM79 del 1934. Oltre alle centinaia di cimeli storici esposti, sono stati ricostruiti lo studio di progettazione dell'illustre pioniere aeronautico e uno scorcio dell'officina eliche dello stabilimento Caproni operante negli anni venti. Un Lockheed F104 permette di individuare inequivocabilmente l'ingresso del museo.


La missione del museo è quella di operare a favore della diffusione della cultura scientifica e tecnologica, con particolare riguardo agli aspetti di innovazione ed ai risultati delle ricerche raggiunti in territorio trentino.

Per il prossimo futuro - oltre a promuovere la valorizzazione del patrimonio aeronautico - il museo è impegnato nella realizzazione di un progetto di Centro della Scienza che affiancherà la parte espositiva tradizionale, con l'intento di sviluppare la nuova dimensione comunicativa strettamente legata alla divulgazione della scienza per mezzo di esposizioni interattive.

 

http://www.museocaproni.it

 

Museo storico di Trento

museo-stroico-di-trento

La possibilità di rapporto con il passato esiste anche perché esistono i musei, luoghi privilegiati per la conservazione, la trasmissione, ma anche la produzione della memoria individuale e collettiva. Un museo, infatti, è il risultato di un’operazione documentaria, che sottintende l’assunzione di uno o più punti di vista interpretativi da cui dipendono la raccolta e la selezione delle fonti.

Anche questo Museo, che documenta la storia del Trentino dalla fine del Settecento al secondo dopoguerra, riflette diversi punti di vista legati a ipotesi storiografiche e a momenti storici ben definiti.


Al termine della prima guerra mondiale, riprendendo un’idea che era stata di Cesare Battisti, la Legione Trentina e il Comune di Trento si fecero promotori dell’istituzione di un Museo del Risorgimento.

Il Museo, aperto nel 1923 nelle sale di Castelvecchio (all'interno del Castello del Buonconsiglio), rifletteva, nella tipologia del materiale documentario raccolto ed esposto, il forte patriottismo che legava in quel periodo il Trentino all’Italia, a cui era stato annesso dopo la sconfitta dell’Austria alla fine della prima guerra mondiale.
Al termine della seconda guerra mondiale, la documentazione si arricchì fino a comprendere le vicende legate a quel conflitto e alla Resistenza e il Museo fu rinominato Museo del Risorgimento e della Lotta per la Libertà.


Nel 1985 il Museo fu trasferito dalle sale di Castelvecchio nell’attuale edificio delle ex Marangonerie e, in quella stessa occasione, la parte espositiva fu riallestita privilegiando un’esposizione tematica e inserendo alcuni argomenti di storia economica e sociale che non erano mai stati documentati prima.


Nel 1995 il Museo ha assunto la denominazione di Museo Storico in Trento, più adeguata a rappresentare sia la dimensione regionale, sia la storia e la memoria non solo dei grandi protagonisti, ma anche della gente comune. A questo scopo il Museo è stato rivisto e reinterpretato secondo i più recenti criteri storiografici, avvalendosi anche di nuovi documenti, quali quelli epistolari e memorialistici.