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Musei

Qualcuno ha definito il Trentino un grande museo ricco di opere e di stimoli in grado di interessare anche i visitatori più distratti. Provare per credere. Basta varcare il portone del Castello del Buonconsiglio e inoltrarsi negli splendidi saloni per sentirsi trasportati nella Trento dei Principi vescovi. Ma questi è solo un esempio. Sono decine e decine le sedi museali al chiuso e all’aperto sparse su tutto il territorio. Ospitati in sedi prestigiose i musei sono allestiti con i più moderni criteri e dispongono di sofisticati strumenti che aiutano nella visita e nella comprensione. Tante "finestre" dalle quali ci possiamo affacciare per capire la storia di una comunità, le sue peculiarità, i suoi più intimi segreti. Accanto ai "grandi musei" troviamo infatti una miriade di piccole ma non per questo meno significative istituzioni che propongono aspetti inediti del Trentino. Ci riferiamo agli originali musei del pianoforte, dell’alpinismo, degli utensili di rame, dell’alpinismo... tanto per citarne alcuni.
E poi ci sono i musei a cielo aperto: i parchi e le riserve naturali, i parchi archeologici con i relativi centri per i visitatori.
Ogni comune, anche il più piccolo, custodisce tesori forse di non enorme valore materiale, ma di straordinario interesse storico e umano e la gente è orgogliosa di condividere con i visitatori la gioia di ammirarli e capirli.

Museo storico di Trento

La possibilità di rapporto con il passato esiste anche perché esistono i musei, luoghi privilegiati per la conservazione, la trasmissione, ma anche la produzione della memoria individuale e collettiva. Un museo, infatti, è il risultato di un’operazione documentaria, che sottintende l’assunzione di uno o più punti di vista interpretativi da cui dipendono la raccolta e la selezione delle fonti.
Anche questo Museo, che documenta la storia del Trentino dalla fine del Settecento al secondo dopoguerra, riflette diversi punti di vista legati a ipotesi storiografiche e a momenti storici ben definiti.
Al termine della prima guerra mondiale, riprendendo un’idea che era stata di Cesare Battisti, la Legione Trentina e il Comune di Trento si fecero promotori dell’istituzione di un Museo del Risorgimento.
Il Museo, aperto nel 1923 nelle sale di Castelvecchio (all'interno del Castello del Buonconsiglio), rifletteva, nella tipologia del materiale documentario raccolto ed esposto, il forte patriottismo che legava in quel periodo il Trentino all’Italia, a cui era stato annesso dopo la sconfitta dell’Austria alla fine della prima guerra mondiale.
Al termine della seconda guerra mondiale, la documentazione si arricchì fino a comprendere le vicende legate a quel conflitto e alla Resistenza e il Museo prese la denominazione di Museo del Risorgimento e della Lotta per la Libertà.
Nel 1985 il Museo fu trasferito dalle sale di Castelvecchio nell’attuale edificio delle ex Marangonerie e, nell’occasione, la parte espositiva fu riallestita privilegiando un’esposizione tematica e inserendo alcuni argomenti di storia economica e sociale che non erano mai stati documentati.
Nel 1995 il Museo ha assunto la denominazione di Museo Storico in Trento, più adeguata a rappresentare sia la dimensione regionale, sia la storia e la memoria non solo dei grandi protagonisti, ma anche della gente comune. A questo scopo il Museo è stato rivisto e reinterpretato secondo i più recenti criteri storiografici, avvalendosi anche di nuovi documenti, quali quelli epistolari e memorialistici.

Museo G. Caproni

Inaugurato nel 1992 il Museo G. Caproni raccoglie ed espone una collezione di rilievo mondiale di aeroplani e cimeli storici raccolti dalla famiglia di Gianni Caproni (Arco, TN 1886 - Roma 1957) e da essa affidati alla Provincia Autonoma di Trento.
Dalla primavera del 1999 il museo è diventato sezione territoriale del Museo Tridentino di Scienze Naturali.
La sala espositiva ospita una ventina di velivoli storici, di cui 9 sono pezzi unici al mondo. Tra i più significativi si possono ammirare un Caproni Ca6 e un Caproni Ca9 realizzati nel 1911, un Caproni Ca100 idro del 1928 e un SM79 del 1934. Oltre alle centinaia di cimeli storici esposti, sono stati ricostruiti lo studio di progettazione dell'illustre pioniere aeronautico e uno scorcio dell'officina eliche dello stabilimento Caproni operante negli anni venti. Un Lockheed F104 permette di individuare inequivocabilmente l'ingresso del museo.
La nuova missione del museo è quella di operare a favore della diffusione della cultura scientifica e tecnologica, con particolare riguardo agli aspetti di innovazione ed ai risultati delle ricerche raggiunti in territorio trentino.
Per il prossimo futuro - oltre a promuovere la valorizzazione del patrimonio aeronautico - il museo è impegnato nella realizzazione di un progetto di Centro della Scienza che affiancherà la parte espositiva tradizionale, coll'intento di sviluppare la nuova dimensione comunicativa strettamente legata alla divulgazione della scienza per mezzo di esposizioni interattive.

Museo Tridentino di scienze naturali

Il Museo Tridentino di Scienze Naturali ha radici lontane. Esse si confondono con le antiche raccolte di notabili trentini che, verso la fine del ‘700 e sotto l’influsso dell’Illuminismo, incominciarono ad arricchire di oggetti naturalistici il museo, allora prevalentemente storico - artistico, che andava a formarsi presso il Municipio della Città. ll primitivo nucleo comprendeva collezioni mineralogiche, petrografichee malacologiche, accanto ad altre di antichtà e archeologia.
Le vicende successive furono molteplici e costituiscono un frammento di storia locale che merita una riflessione ben più ampia. Basti in questa occasione ricordare che fino alla fine del secolo scorso le collezioni naturalistiche erano conservate assieme a quelle di altro tipo presso il Palazzo Thun, l’attuale sede Municipale.
Dopo un periodo di oblio, nel 1924 veniva fondato il Museo di Storia Naturale della Venezia Tridentina che veniva realizzato all’ultimo piano del palazzo di via Verdi, lo stesso che oggi ospita la Facoltà di sociologia dell’Università di Trento.
Vicende alterne segnarono la vita dell'istituzione fino al 1964 quando fu istituito il Museo Tridentino di Scienze Naturali, collegato amministrativamente alla Provincia Autonoma di Trento.
Dal 1982 il Museo si trasferisce da via Verdi alla sede attuale di via Calepina presso palazzo Sardagna, uno dei più pregevoli edifici monumentali trentini del periodo di transizione tra rinascimento e barocco.
I lavori di restauro e ristrutturazione degli ultimi anni, ispirati ai più moderni criteri museografici, hanno portato profonde trasformazioni sia edificiali che operative, che pongono il Museo come struttura all'avanguardia e si riflettono positivamente anche sulle iniziative didattiche.
Nel 1992 viene arricchito di una prestigiosa Aula Magna e, nel novembre 1997 di una nuova sede per la biblioteca in via Calepina al numero civico 10.
Nel corso del 1998 si prevede di trasferire tutto il settore amministrativo e quello dei laboratori scientifici nell’adiacente immobile dell’ex Albergo Posta. Questo permetterà di realizzare uno spazio adeguato per le mostre temporanee e di arricchire di nuovi temi la parte espositiva del Museo.

Campeggio Laghi di Lamar - Via Selva Faeda, 15 - 38070 Terlago (Trento) - Italia
Telefono (0039).0461.860423 - Email: campeggio@laghidilamar.com